Un coworking in un piccolo centro siciliano partecipa a un programma internazionale per rafforzare strumenti digitali e formazione. Un esempio delle condizioni necessarie a rendere il lavoro da remoto accessibile anche fuori dalle grandi città.
Il lavoro da remoto viene spesso raccontato soprattutto come una questione di organizzazione aziendale, flessibilità e autonomia individuale. Ma perché sia concretamente praticabile, soprattutto nei territori lontani dai principali centri economici, occorrono anche infrastrutture adeguate, spazi attrezzati e possibilità di acquisire competenze professionali.
È in questa prospettiva che si inserisce l'esperienza di Lycoworking, spazio nato nel marzo 2025 a Licodia Eubea, in Sicilia, con l'obiettivo di contribuire al contrasto dello spopolamento attraverso lavoro, formazione e comunità.
Il progetto è stato selezionato da Huawei Italia per partecipare a Seeds for the Future – Digital Villages, insieme a Monaci Digitali, Tursi Digital Nomads e a un gruppo di studenti del Politecnico di Torino. Il collegamento è nato attraverso Progetto Tornanza, alla cui rete Lycoworking aderisce come hub.
La partecipazione porterà anche un potenziamento tecnologico degli spazi. Entro ottobre 2026 è prevista la consegna di access point di ultima generazione per migliorare la copertura Wi-Fi e di un IdeaHub, una lavagna multimediale di circa due metri, donati da Huawei Italia.
Le nuove attrezzature sono destinate a migliorare l'esperienza di chi utilizza il coworking, a supportare i corsi di formazione e a rendere più interattive le attività e gli incontri della comunità.
Tecnologia e competenze: due elementi complementari
La dotazione tecnologica rappresenta soltanto una parte dell'iniziativa. Roberto Palma, cofondatore dell'associazione e del coworking, ha infatti partecipato a un viaggio tra Pechino e Shanghai, con visite dedicate all'innovazione Huawei, tra cui un centro di ricerca e l'evento Huawei Connect.
L'esperienza ha permesso di osservare diverse applicazioni delle tecnologie digitali, dai droni destinati alla logistica ai robot capaci di ballare, raccogliendo stimoli da rielaborare in relazione alle esigenze del territorio.
Sul fronte della formazione, Lycoworking ha già individuato un nuovo appuntamento: la seconda edizione dei corsi Cisco CCNA, prevista per gennaio 2027. Si tratta di percorsi dedicati alle reti informatiche, uno degli ambiti sui quali l'associazione intende continuare a investire.
Parallelamente, Lycoworking punta a ottenere finanziamenti per migliorare gli spazi e ampliare l'offerta di corsi professionalizzanti per i giovani.
A novembre è inoltre prevista la presenza di Huawei a Licodia Eubea per l'evento conclusivo successivo alla donazione.
Un'infrastruttura anche per la comunità
L'interesse di questa esperienza va oltre l'adozione di nuovi dispositivi. Uno spazio condiviso, con una connettività migliore e attività formative, può rendere più accessibili opportunità professionali che altrimenti richiederebbero spostamenti.
Naturalmente, la disponibilità degli strumenti non equivale automaticamente alla creazione di occupazione o all'arresto dello spopolamento. Sono risultati che richiederebbero verifiche nel tempo.
Il caso Lycoworking mostra però una direzione di lavoro precisa: collegare infrastrutture digitali, formazione e comunità per rendere il lavoro da remoto una possibilità concreta anche nei piccoli centri.
Perché la flessibilità lavorativa non dipende soltanto da dove un'azienda consente di lavorare, ma anche dalle condizioni che un territorio riesce a offrire.