Negli ultimi anni sempre più aziende organizzano ritiri corporate: brevi periodi di lavoro fuori sede, di solito due o tre giorni, in cui il team si ritrova per lavorare insieme, allinearsi e prendere decisioni strategiche. È una pratica diffusa tra aziende ibride, startup e organizzazioni con persone distribuite su più città o Paesi.
In teoria dovrebbe essere semplice. In pratica, soprattutto in Italia, organizzare un ritiro corporate è spesso complicato. Chi se ne occupa si trova a gestire email multiple, risposte lente, preventivi incompleti, informazioni che cambiano a seconda dell’interlocutore. Non è raro che una struttura risponda quando l’azienda ha già deciso di rinunciare o di andare altrove.
Il problema non è l’offerta. L’Italia è piena di hotel, resort, agriturismi e strutture adatte a ospitare gruppi di lavoro. Il problema è come vengono gestite le richieste corporate, che spesso restano fuori dai flussi principali. Molte strutture le trattano come casi speciali, con processi manuali, poco standardizzati e difficili da scalare.
Questo crea un cortocircuito. Dal lato delle aziende, organizzare un ritiro diventa dispendioso in termini di tempo ed energia. Dal lato delle strutture, i team commerciali si trovano sommersi da richieste che richiedono molto lavoro ma che non sempre si trasformano in prenotazioni.
Qui emerge un aspetto centrale del lavoro contemporaneo: molti problemi rilevanti non nascono da grandi strategie sbagliate, ma da processi quotidiani mai aggiornati. Il lavoro è cambiato – è più flessibile, distribuito, intermittente – mentre molte organizzazioni continuano a operare come se nulla fosse successo.
Nel contesto italiano questo divario è particolarmente evidente. L’ospitalità è forte sul piano relazionale, ma fragile su quello operativo. Automatizzare non significa togliere umanità, ma ridurre attriti inutili che oggi rallentano sia chi organizza sia chi ospita.
Molte nuove imprese nascono esattamente da qui: dall’osservazione di un problema concreto, vissuto in prima persona, ripetuto da molti e accettato come inevitabile. Finché qualcuno decide che non lo è più.