Ho mandato 200 CV quando cercavo lavoro. Quanti di quegli annunci erano reali?
Non lo saprò mai.
Ma oggi so una cosa: fino al 34% degli annunci pubblicati online è finto. Non è un'opinione — è il risultato di uno studio che ha analizzato 91.000 annunci nel Regno Unito. Un altro studio di Greenhouse conferma che il 22% degli annunci tra USA, UK e Germania nel 2024 non aveva alcuna reale intenzione di assunzione.
Si chiamano "ghost jobs" — annunci fantasma. E sono ovunque.
Le aziende li pubblicano per sembrare in crescita, per raccogliere CV da usare in futuro, per mettere pressione sui dipendenti, e in alcuni casi per rubare idee gratuite ai candidati durante i processi di selezione.
Con Giuseppe e JobDo analizziamo centinaia di annunci ogni settimana. Abbiamo imparato a riconoscerli. Ecco le 5 regole che usiamo.
Regola 1: Controlla da quanto tempo è online
Un annuncio vero ha un'urgenza. L'azienda ha bisogno di qualcuno.
Se lo stesso annuncio è online da 3, 4, 6 mesi, qualcosa non torna.
Nessuna azienda seria lascia una posizione aperta per sei mesi senza assumere. O non sanno cosa cercano, o non cercano davvero.
Come verificarlo: su LinkedIn guarda la data di pubblicazione. Se non c'è, è già un segnale. Se lo stesso annuncio viene rimosso e ripubblicato identico, è un segnale ancora più forte.
La regola: un annuncio online da più di 60 giorni senza aggiornamenti merita scetticismo. Non ignorarlo del tutto, ma non investire ore a personalizzare il CV senza prima verificare.
Regola 2: Cerca l'annuncio sul sito ufficiale dell'azienda
Questa è la verifica più semplice e la più efficace.
Se un annuncio è su LinkedIn o Indeed ma non esiste nella sezione "Lavora con noi" del sito aziendale, chiediti perché.
Attenzione: questo non vuol dire automaticamente che sia falso. Le grandi aziende e le multinazionali spesso delegano le assunzioni ad agenzie esterne che pubblicano gli annunci solo sulle piattaforme. Ma se l'azienda è medio-piccola e l'annuncio è solo su LinkedIn, vale la pena indagare.
Come fare: vai sul sito dell'azienda, cerca la sezione Careers/Lavora con noi. Se la posizione esiste anche lì, è un buon segno. Se non esiste, non è una condanna, ma merita una verifica in più.
Regola 3: Leggi la descrizione con gli occhi di un detective
Gli annunci fantasma hanno un linguaggio riconoscibile.
Mansioni vaghe. "Cerchiamo una persona dinamica con spiccate doti relazionali." Traduzione: non sappiamo cosa ci serve. O non ci serve nessuno.
Requisiti impossibili. 10 anni di esperienza, 5 lingue, competenze in 8 settori diversi, RAL non pervenuta. Se sembra che cerchino un unicorno, probabilmente non cercano nessuno.
Zero informazioni concrete. Niente nome dell'azienda (su alcune piattaforme), niente RAL, niente sede precisa, niente descrizione del team, niente nome del responsabile. Più è vago l'annuncio, più è probabile che sia un fantasma.
La regola: un annuncio serio ti dice esattamente cosa farai, per chi, dove, e con chi lavorerai. Se mancano tre di queste quattro informazioni, attenzione.
Regola 4: Contatta direttamente l'azienda
Sembra banale. Quasi nessuno lo fa.
Prima di investire ore a riscrivere il CV, a preparare una cover letter, a studiare l'azienda, fai una cosa semplice: contatta l'HR.
Una mail. Un messaggio su LinkedIn. Una telefonata.
"Buongiorno, ho visto la vostra posizione per [ruolo] su [piattaforma]. La posizione è ancora attiva? Potreste indicarmi il referente per la selezione?"
Tre righe. 30 secondi.
Se rispondono, l'annuncio è reale e hai già un contatto diretto. Se non rispondono dopo una settimana, hai risparmiato ore di lavoro su un fantasma.
E c'è un bonus: se rispondono, hai già fatto networking. Non sei più uno dei 242 CV anonimi nel database. Sei quello che ha scritto direttamente.
Regola 5: Attenzione al processo di selezione gratuito
Questa è la regola più importante. E la meno conosciuta.
Alcune aziende usano il processo di selezione per ottenere lavoro gratuito.
Ti chiedono un business plan. Una strategia di marketing. Un progetto architettonico. Un piano commerciale. Una proposta creativa. Come "test" per valutarti.
È successo a un architetto di 26 anni: scartato dopo la selezione, ha scoperto che le sue proposte progettuali erano state realizzate. Senza compenso. Senza credito.
Come difendersi:
Un case study generico è normale. "Come affronteresti il lancio di un prodotto in un mercato competitivo?" — è una domanda legittima.
Un progetto specifico è sospetto. "Facci un piano dettagliato per il lancio del nostro prodotto X nel mercato Y con budget Z" — è consulenza gratuita.
La regola: se il lavoro che ti chiedono durante la selezione è così specifico e dettagliato che l'azienda potrebbe usarlo domani senza di te, non è un test. È sfruttamento.
Non dico di rifiutare ogni case study. Dico di calibrare lo sforzo. Se ti chiedono 20 ore di lavoro per un "test", chiediti se lo farebbero a un consulente senza pagarlo.
Cosa sta cambiando nel mondo
Il problema è così grande che i governi cominciano a muoversi.
In Canada, dall'inizio del 2026, le aziende con più di 25 dipendenti sono obbligate a dichiarare se la posizione è realmente in fase di copertura e a ricontattare i candidati entro 45 giorni, anche in caso di esito negativo.
Negli Stati Uniti è in discussione una proposta di legge — il Truth in Job Advertising & Accountability Act — che prevede la rimozione degli annunci una volta assunto il candidato e regole sulla privacy dei dati raccolti.
In Italia? Niente. Nessuna legge, nessuna proposta, nessun dibattito.
Fino a quando non arriverà una regolamentazione, l'unica difesa è sapere cosa cercare. Spero che queste 5 regole ti aiutino a risparmiare tempo ed energia.
Checklist rapida: è un annuncio vero?
- L'annuncio è online da meno di 60 giorni?
- La posizione esiste anche sul sito ufficiale dell'azienda?
- La descrizione include mansioni specifiche, sede, team e RAL?
- L'azienda risponde quando la contatti direttamente?
- Il processo di selezione non ti chiede lavoro specifico e gratuito?
Se hai 5 sì, candidati con fiducia. Se hai 3 o meno, verifica prima di investire tempo.
E qualunque sia l'annuncio, assicurati che il tuo CV sia pronto quando ne trovi uno vero.
Questo articolo, tratto da un post di Luca Gerini su LinkedIn, è pubblicato su gentile concessione dell'autore
Luca Gerini — Co-fondatore JobDo.it Il tuo CV, ottimizzato.